OGNI MONDO HA IL SUO SGUARDO
Riflessioni sull'ipovisione
Venerdì 8 maggio ore 17.00
Sala Conferenze di Trento della Fondazione Caritro
Trento - Via Garibaldi, 33
C’è un punto, sottile come una linea all’orizzonte, in cui vedere non coincide più con capire. È lì che nasce l’ipovisione: in quella terra di mezzo dove le immagini esitano, si sfaldano, si ricompongono senza mai promettere certezza. Ogni mondo ha il suo sguardo non è solo un titolo, ma un invito a entrare in questo spazio fragile e potente, dove la realtà non è mai del tutto nitida e proprio per questo ci interroga più a fondo.
L’ipovisione è una condizione poco raccontata, quasi invisibile nel dibattito pubblico, eppure carica di complessità. Chi la vive si muove dentro un continuo dubbio: ciò che vedo è reale o è un’illusione? E accanto a lui, chi osserva da fuori condivide un’incertezza speculare: posso fidarmi del suo sguardo? Può vedere davvero ciò che io vedo? È un dialogo sospeso, una danza tra presenza e mancanza, tra luce e ombra.
Per attraversare questo territorio, il convegno sceglie tre chiavi di lettura, tre sguardi che si intrecciano. Il primo è quello filosofico, affidato a Armando Massarenti, che ci accompagna a riflettere sul significato stesso del vedere: non solo funzione sensoriale, ma forma di interpretazione del mondo, lente attraverso cui costruiamo la realtà e le nostre certezze.
Il secondo è lo sguardo vissuto, diretto, di Linda Legname che racconta cosa significa abitare ogni giorno questa incertezza. La sua voce porta con sé esperienza, fatica, ma anche adattamento e possibilità: perché anche quando la visione si incrina, la vita non smette di aprire strade.
Il terzo approccio è quello medico, con Enzo Dal Rì, che illumina gli aspetti clinici, offrendo strumenti per comprendere, riconoscere e affrontare l’ipovisione con maggiore consapevolezza.
Ad aprire il percorso sarà Mauro Dallapè, mentre il dialogo sarà guidato da Mauro Marcantoni, che intreccia le prospettive e le restituisce alla comunità.
Questo incontro non offre risposte definitive, ma accende domande. Perché forse vedere davvero non significa avere tutto chiaro, ma imparare a stare dentro ciò che resta incerto. E riconoscere che ogni sguardo, anche il più fragile, costruisce un mondo.
Vi aspettiamo numerosi!
